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IL MEDIOEVO IN VIAGGIO

Leriano e Laureola: il perdono del re. Lana e seta 1515-1530 circa. Nord della Francia

Leriano e Laureola: il perdono del re. Lana e seta 1515-1530 circa. Nord della Francia

Se pensiamo ad un mondo senza treni, senza aeroplani, senza automobili, senza autostrade, immaginiamo un’umanità ferma o con viaggi limitati in terre confinanti. La mostra Il medioevo in viaggio, aperta fino al 21 giugno 2015, Museo Nazionale del Bargello-Firenze, dimostra invece che, anche in assenza di tutti i comodi e veloci mezzi di trasporto oggi a nostra disposizione, l’uomo si è sempre mosso e ha raggiunto non solo i territori confinanti con i suoi, ma anche località molto lontane. Tutto questo è accaduto nei secoli a noi più vicini ma anche nella più lontana antichità. Ce lo conferma lo studioso W. Torbrugger nell’Arte europea delle origini il quale a proposito della preistoria scrive che le conoscenze “… sono condizionate, dalla cultura materiale, oltre che dai rapporti commerciali e dall’esempio di gruppi vicini o con cui si hanno contatti giunti a un diverso stadio di civiltà”. Del resto, per avere un’idea di quanto l’uomo ha viaggiato, basta ricordare, in epoca storica, i conflitti per la conquista dei vasti imperi in occidente come in oriente, la Via della seta che ha permesso di far circolare le merci dall’estremo est all’estremo ovest del mondo allora conosciuto, i viaggi dei religiosi missionari in terre lontane, il lungo itinerario percorso da Marco Polo alla ricerca di nuovi contatti e nuovi prodotti per incrementare i già importanti scambi commerciali di cose raffinate e preziose destinate da sempre al lusso delle civiltà occidentali.

Gli innumerevoli tragitti della civiltà medievale offrono un terreno sconfinato di studio, ma l’esposizione del Bargello si è dato il compito di mostrarne la storia attraverso suggestive immagini visive che raccolgono opere anche dal Musée de Cluny, Museu Episcopal di Vic, Museum Schnutgen di Colonia.

La mostra, per una efficace ed immediata comprensione degli aspetti più caratterizzanti del viaggio, è illustrata da oggetti rari della cultura materiale del tempo e si snoda attraverso cinque tipologie di viaggio: La rappresentazione del mondo; La salvezza dell’anima: pellegrini, predicatori, chierici; La guerra: crociate, cavalieri, e spedizioni militari; Il viaggio d’affari: mercanti, banchieri e messaggeri; La visibilità politica e sociale: il viaggio dei sovrani, le parate nuziali.

Fra i rarissimi oggetti di uso quotidiano conservatisi fino ai nostri giorni, quali scarpe, borse da messaggero, lettere o cofanetti da viaggio, l’oggetto che più ha attirato la nostra attenzione di “interessate agli intrecci tessili” è l’arazzo Leriano e Laureola: il perdono del re, di lana e seta lavorato nel secondo decennio del 1500 nel nord della Francia: è tra i più belli fra quelli che abbiamo mai ammirato! In alto un cartiglio riporta lo scritto “Il re ritornato in Macedonia, riceve sua figlia Laureola con grande gioia; tutti la onorano e Leriano, rimasto a Susa e ripreso dalla passione amorosa, le invia una lettera tramite un viaggiatore e lei gli risponde”. Altre iscrizioni recitano “La città di Susa, Leriano, La città Macedonia, Il viaggiatore e contribuiscono ad individuare i personaggi che, come di consueto negli arazzi, sono collocati in un ambiente dell’epoca e abbigliati con vestiti di “moda” negli stessi anni di lavorazione dell’arazzo. Riportiamo qui di seguito la descrizione della storia di B. de Chancel Bardelotot stampata nel bel catalogo pubblicato in occasione della mostra da Giunti Editore.

“L’arazzo, facente parte di un parato, s’ispira  alla Prigione d’amore, scritto in spagnolo con il titolo di Càrcel de amor da Diego di San Pedro verso il 1490 circa. Questo romanzo sentimentale, in forma epistolare, venne subito tradotto in italiano, poi in francese e diffuso tramite esemplari e molte edizioni nelle tre lingue.

Scènes de l'histoire de Lérian et Lauréolle : le Pardon du roiLeriano, principe di una città chiamata Susa, in Macedonia, ama Laureola, figlia del re. Laureola è stata ingiustamente imprigionata da suo padre in seguito a una denuncia calunniosa di Persius  -rivale di Leriano- che accusa i due giovani di essersi incontrati illecitamente. La principessa viene infine dichiarata innocente grazie all’intervento decisivo del narratore-viaggiatore, che fa circolare delle lettere fra i personaggi. Sullo sfondo dell’arazzo, Leriano e il re si stringono la mano davanti alla città di Susa. Il re si è appena convinto dell’innocenza di sua figlia e toglie dunque l’assedio alla città per ritornare a casa: un mulo, che porta dei cassoni di ferro rivestiti da una stoffa stemmata e un altro cofano ancora a terra, illustrano il tema del viaggio e del trasporto dei bagagli. La scena principale, in primo piano, rappresenta il ricongiungimento fra la coppia reale e la loro figlia. Nella loggia aperta, sullo sfondo a destra, il narratore viaggiatore riceve da Laureola una lettera per Leriano nella quale gli annuncia il suo categorico rifiuto: la principessa preferisce mantenere intatto il suo onore e rifiutare l’amore di Leriano, anche se costui dal dolore si lascerà morire, fino al gesto estremo di ingoiare la lettera di rifiuto dell’amata”.

Patrizia Casini – Graziella Guidotti

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