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Tessuti e motivi decorativi nella prima metà del XV° secolo

Cennino Cennini, Natività della Vergine, fine XIV inizi XV secolo, collocazione Museo Diocesano

Il 18 marzo 2017, dopo quasi venti anni di attenti consolidamenti e ristrutturazioni dell’antico Conservatorio di San Pietro, di approfondite ricerche e meticolosi studi e restauri delle opere d’arte è stato riaperto a Colle di Val d’Elsa, il Museo di San Pietro giustamente appellato Nuovo Museo di San Pietro perché presenta un allestimento completamente rinnovato che tiene conto dei più moderni criteri espositivi.

L’accesso è situato in Via Gracco Del Secco nel cuore della parte alta della cittadina, che per l’armonia urbanistica e dei palazzi è di per sé un affascinante museo. Quindi l’atmosfera d’incanto percepita all’aria aperta continua, varcato il portone, nelle  sale del museo che con la loro luminosa atmosfera e uno stimolante percorso cronologico fanno dimenticare di essere al chiuso.

Cennino Cennini, Natività della Vergine, particolare)

Si trovano qui riuniti preziosi reperti archeologici,  le collezioni del Conservatorio di San Pietro, dei monasteri di San Pietro e Santa Caterina e Maddalena, la collezione di Romano Bilenchi e quella del pittore Walter Fusi in un percorso che mostra lo svolgersi della storia e della cultura del luogo dall’età etrusca fino ai giorni nostri.

Postazioni multimediali con le opportune informazioni storiche, aiutano ad approfondire ogni argomento e permettono di capire e godere, anche ad un pubblico meno informato, la raffinata eleganza gotica dell’arte senese e il più essenziale carattere dell’arte fiorentina.

Giovanni Maria Tolosani, Adorazione dei Magi, 1522, collocazione Museo Diocesano

La posizione geografica, tra Siena e Firenze è stata infatti per Colle di Val d’Elsa causa di scontri politici con battaglie e assedi, ma anche incontro e testimonianza tra culture artistiche molto diverse che nel Museo sono mostrate in un dialogo costante di valori religiosi e civili, culminato nel 1592 con l’istituzione della Diocesi e l’elevazione di Colle Val d’Elsa a città.

La precisione figurativa delle tavole e degli affreschi del XV e XVI secolo offrono l’opportunità di apprezzare i dettagli dei tessuti e delle confezioni, particolarmente importanti all’epoca per rappresentarsi come appartenenti ad un determinato stato sociale.

Possiamo così aggiungere importanti tasselli alla conoscenza dello svolgersi della “moda” in un luogo concepito non solo come museo ma come polo/centro culturale di un intero territorio ricco di storia e cultura.

Graziella Guidotti

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