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Sea States: il feltro interpreta la mutevolezza degli oceani

Bella la mostra allestita dal 24 marzo al 26 maggio allo spazio DHG di via Panconi 15 a Prato.

Fiona Duthie e Yekaterina Mokeyeva, canadese la prima, russa residente in California la seconda, accomunante dall’amore per i paesaggi marini e l’ispirazione all’incessante moto dell’acqua, espongono sei abiti scultura ciascuna e altrettanti ‘frammenti’ in forma di quadro – falde tessili montate su cornici al modo delle tele dipinte – che stabiliscono un gioco di rimando preciso fra loro.

Infatti ogni quadro ha i colori e le textures del corrispondente abito-scultura, oltre ad essere, proprio alla lettera, esattamente quadrato.
Forme, colori e superfici: un insieme che viene scomposto ed analizzato, un universo affascinate di granulosità, sfumature e materia, che ‘funziona’ anche senza dover necessariamente riferirsi a un oggetto specifico, foss’ anche l’oggetto artistico, un oggetto molto speciale.

Viene da chiedersi se i ‘quadri’ siano stati creati prima o dopo gli abiti, se siano, come potrebbero indurre a credere, degli studi preliminari, o se invece siano stati prodotti appositamente per la mostra, per porre l’accento proprio sulla materialità del feltro.

Molto seducenti i colori e l’articolazione mossa e materica dei lavori di Mokeyeva, basati sui verdi e le tonalità dell’azzurro, lilla, rosa.
Basati su patterns geometrico/organici di bel ritmo e grana interessante che si concretizzano in abiti leggeri (ci siamo permessi di toccare, palpeggiare e soppesare le opere!), in alcuni casi addirittura trasparenti, fluidi in modo davvero sorprendente, sostenuti da un leggerissimo velo di seta tessuta dalle sapienti mani delle donne uzbeke.

Meno immediati i lavori di Duthie,

studiati su equilibri formali e tracce di pigmento aggiunto a superfici feltrate beige, panna o grigie circoscritte da aggiunte di ciuffi di lana lucida in varie gradazioni di rosso e ruggine. Le composizioni aggettanti e le forme aggiunte al bassorilievo dei sei ‘quadri’ si traducono in altrettanti abiti dalla modellatura molto complessa.

  

Una mostra quindi da vedere e gustare: c’è tempo fino al 26 maggio.

Foto Agnese Morganti / Miss Match concesse da DHG, che ringrazio

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