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Giovanni Dal Ponte (1375-1437/38) Protagonista dell’umanesimo tardo gotico fiorentino

cm 209,5 x 215,7x15,5, inv. 1890 n. 458

Incoronazione della Vergine, Galleria dell’Accademia. Firenze.

La mostra inaugurata alla Galleria dell’Accademia di Firenze il 22-11-2016 (aperta fino al 12-03-2017) documenta il percorso artistico del pittore fiorentino Giovanni dal Ponte (1385-1437) che ha operato nella prima metà del millequattrocento.

Il suo nome Giovanni di Marco si trasforma ben presto in quello di Giovanni dal Ponte a motivo dell’ubicazione della sua abitazione e bottega in piazza Santo Stefano al Ponte così detta perché molto vicina al ponte Vecchio.
Dalle ricerche condotte in occasione della  mostra “ … è possibile avanzare la proposta di riconoscere suo padre in Marco di Giovanni da Venezia, pittore di stoffe, immatricolato all’Arte dei medici e speziali di Firenze nel 1385. Probabilmente Marco era arrivato nella città gigliata attraverso i mercanti di stoffe fiorentini attivi a Venezia, stabilendosi in Borgo Santi Apostoli, che a quel tempo si presentava come una zona della città ad alta concentrazione di botteghe artistiche dedicate alla pittura di forzieri e carte da gioco.

Frammento di fronte di cassone nuziale. Coppia di innamorati. Collezione privata.

Nella parallela via delle Terme tenevano ” bottega apprezzati pittori del gotico internazionale come Gherardo Starnina. “Non stupisce dunque che il primo documento noto relativo all’attività di Giovanni dal Ponte, risalente al 1418 riguardi proprio la pittura su stoffa –unius dossalis cortine et tovagliarum- per l’altare della cappella Gherardini in Santo Stefano al Ponte …
Giovanni pittore su tavola e muro continuerà durante la sua carriera a dipingere stoffe: nel 1424 circa realizzerà stoffe per -drappelloni- per la compagnia laicale di San’Andrea di Scozia che si adunava nella chiesa di San Martino a Mensola e altri ne farà nel 1429 per le onoranze di Gherardo Barbadori e nel 1435 per l’ospedale di Santa Maria Nuova, tenendo inoltre frequenti rapporti con i pittori specializzati in questo particolare settore della produzione artistica.
Nel 1427 Lorenzo di Spina di Lorenzo, tessitore di drappi e dipintore di opere, che lavorava insieme all’orafo Piero di Giovanni del Vigliente, prese in affitto una bottega da Giovanni dal Ponte situata sulla piazza di Santo Stefano, a quel tempo animata da diversi esercizi commerciali …

… Molti dei creditori di Giovanni da Ponte citati nei catasti sono collegabili alla produzione di forzieri dipinti, che doveva occupare una buona parte dell’attività della bottega di piazza Santo Stefano.
Nel 1424 ne dipinse alcuni per Giovannozzo e Paolo Biliotti, in occasione delle nozze della loro -sirocchia maritarono a quello de’ Gondi- e altri nel 1422  per Ilarione dei Bardi, in occasione del matrimonio della figlia Costanza con Bartolomeo d’Ugo Alessandri , e un paio nel 1430 per Bardo di Francesco de’ Bardi.
Inoltre possiamo intuire che anche il debito di Salvatore Bini e Astorre di Niccolò Gianni, rispettivamente genero e suocero, potrebbe collegarsi ad arredi nuziali per il matrimonio di Camilla Gianni nel 1422, e forse anche il debito di Boccaccio Adimari, che sposò Lisa Ricasoli nel 1420, come i quattordici fiorini di Matteo di Simone Strozzi, che si unì in matrimonio nel 1422 con Alessandra Macinghi”.
Queste informazione, rilevate sui documenti fiscali dell’epoca, ci fanno capire quanto importante fosse l’investimento in forzieri in occasione di un matrimonio. È inoltre importante pensare che i forzieri, vistosamente esibiti in pubblico, dovevano risultare colmi di vesti preziose e di costosi capi di biancheria per la persona e per la casa rivestendo così un ruolo sociale di grande prestigio per le famiglie degli sposi.
Una menzione particolare merita il raffinato allestimento della mostra che, con leggere garze stampate e appropriata illuminazione, crea suggestioni architettoniche adatte ad esaltare la preziosa qualità dei numerosi “fondi oro” tra i quali spicca l’incoronazione della Vergine della stessa Galleria dell’Accademia di Firenze.
Sono ormai più di dieci anni che la l’Accademia apre ad ogni stagione una esposizione temporanea per proporre al  pubblico e valorizzare con studi approfonditi e allestimenti molto curati le opere in sua custodia: il tema di questa stagione si è prestato all’invenzione di un “allestimento tessile-scenografico” davvero coinvolgente ed emozionante.
Le notizie qui esposte sono state estrapolate dal contributo con titolo “Giovanni di Marco e la sua bottega” di Annamaria Bernacchioni sul bel catalogo della mostra Giovanni dal Ponte (1375-1437/38) Protagonista dell’umanesimo tardo gotico fiorentino, anch’esso al pari dell’allestimento presentato con una linea editoriale nuova che propone interdisciplinarietà tra storia dell’arte, organologia e restauro.

tempera su tavola, cm 41,8x146

Cassone nuziale. Giardino d’amore. Parigi, Institut de France.

Partecipa al rinnovamento anche la rilegatura alla ricerca della perfezione storico-culturale ma anche estetica.
Una mostra improntata tutta alla preziosa ricerca della bellezza.

Graziella Guidotti

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