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Daniel Kevorkian ci ha lasciato

Una foto di Daniel da Linkedin

Una foto di Daniel da Linkedin

Apprendo che Daniel Kevorkian (Kevo) è rimasto vittima di un incidente stradale, una vita piena di prospettive, ricca di passione ed interessi stroncata da una tragica fatalità.

E’ stato sempre vicino al Coordinamento Tessitori in tanti anni e ci ha seguito in tutte le nostre attività non solo con le sue capacità di fotografo ma anche con il suo entusiasmo ed i suoi consigli.

Le nostre condoglianze ai familiari e a quanti l’hanno conosciuto, amato e apprezzato.

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11 risposte a Daniel Kevorkian ci ha lasciato

  • AnnaR scrive:

    Mi dà molto dispiacere leggere questa notizia; anche se non ho avuto il piacere di incontrare Daniel Kevorkian, ho sempre molto apprezzato le sue fotografie e lo ringrazio per tutte le belle cose che ci ha trasmesso con le sue immagini.

  • Su FB Sabrina F. ha scritto: L’ultimo saluto a Daniel. Dalla bacheca Facebook del fratello: “Saluteremo Daniel sabato 23 Luglio ore 10:00 presso la cappella invernale della chiesa dei Sette Santi, in via dei Sette Santi 54B, 50131 Firenze. Grazie a tutti voi che in questi giorni siete stati vicini a me ed alla mia famiglia. Vi abbraccio”

  • Giulia scrive:

    Sono una sua ex studentessa vorrei avere qualche informazione non ci credo ancora

    • I funerali si sono svolti sabato scorso a Firenze, è stata una fatalità: era in viaggio verso Porchiano, si era fermato in autostrada nella corsia di emergenza per un guasto alla macchina in panne, è stato investito da un Tir. Gianpaolo Dal Maso per C.T.

  • Giulia scrive:

    Scusate ancora dove è sepolto?

  • Giulia scrive:

    Grazie a tutti di cuore

  • Alice Tiezzi scrive:

    Qualcuno può dirmi dove si trova sepolto?
    Grazie

  • Alice Tiezzi scrive:

    Grazie Eva

  • Andrea scrive:

    Anni passati, giocati e volati via.
    I tuoi apprezzamenti sul mio Fingerstyle, noi due che parliamo di musica e vita in camera di un amico comune, mentre Jimi Hendrix ci sorride dall’alto.
    Te, ancora, che salendo le scale dell’Anfiteatro, una sera d’estate alle Cascine, mi dici che – d’ora in avanti – quando esci con noi dovrai ricordarti di mettere le scarpe coi tacchi.
    Il Quiz del militare insieme o le risate di una notte d’inverno, seduti su di una panchina, mentre abbracci la tua ragazza sorridente riscaldata solo dalla sua camicia di seta nera e dal suo amore per te.
    Quando mi dicesti che avevi un figlio di sei anni, cosa che ignoravo, e la luce di gioia che attraversò i tuoi occhi e che s’irradiò in un sorriso meraviglioso, facendomi sentire così infantile, rispetto a te.
    Frammenti di te mi arrivano da un tempo lontano.
    Provo a metterli insieme, dentro una cornice di dolore, e riconosco i tratti di una persona non comune, ricercata e curiosa.
    Adesso, per finire, l’ultima amara lezione: un compleanno che si tinge di nero, in questa staffetta senza fine che è la vita.
    Mi viene sempre in mente il tuo sorriso, Caro Kevo, quando ti penso.
    E mi viene da pensare che -questo mio saluto- è, forse, il tuo ultimo regalo.

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