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Creatività nella tessitura

a.c. Renata Bonfanti, Creatività nella tessitura. Gli strumenti, i materiali, e le tecniche – Quaderni di Design. Collana diretta da Bruno Munari, Zanichelli, 1982. pp 79ill. colori e bianco e nero,  cm 25 x 19 Euro 14,20 ISBN-13: 978-8808000569

Ci sono testi che non vanno mai fuori moda, che mantengono la loro validità nel tempo.
Questo volumetto, pubblicato più di trent’anni fa, ha anche il merito di essere un documento storico, il prodotto una stagione molto particolare per la sperimentazione in campo tessile.creatività La curatrice, Renata Bonfanti, è una nota artista-progettista, una delle personalità più  importanti in Italia. Attiva fin dalla metà degli anni ’50, si è formata nell’Istituto d’Arte di Venezia sotto la guida di Anna Akerdhal, un’esponente del movimento modernista, divulgatrice ed insegnante, nata in Svezia e attiva insegnante negli anni che vanno dal 1920 al 1953.

L’apertura ad esperienze maturate a livello internazionale è il carattere principale del volumetto, che non vuole essere un manuale tecnico, quanto uno stimolo ad approcciare la tessitura in modo più libero e creativo.
Dal momento che “Il disegno del tessuto è […] una combinazione fra materiale, colori, intreccio e spazi interposti tra i vari elementi che compongono l’ordito e la trama” i capitoli sono dedicati a questi diversi aspetti. A La trasparenza sono dedicate 6 pagine, ricche di illustrazioni, con lavori di Marisa Bronzini, Elsi Giauque, Lenore Tawney.

I materiali è un capitolo più ampio, cui segue quello sul colore e successivamente ancora uno su Le forme.
In quest’ultimo viene dichiarato: “[se la tessitura] non viene intesa unicamente come una tecnica di lavorazione che permette di riprodurre nel tessuto figurazioni di tipo pittorico, ma come elemento architettonico o come libera ricerca che si muova in più direzioni, si può ritrovarne la continuità anche in tessiture eseguite in modo completamente diverso.”

Gli esempi portati a comprovare quest’affermazione sono i capisaldi della Fiber Art, e lo dimostrano lavori di Jagoda Buic, Aurelia Muñoz, Sandra Marconato, Marisa Bandiera Cerantola, Luciano Ghersi, Lydia Predominato, Paola Besana, oltre a quelli della stessa Bonfanti.
Interessante e ‘molto munariano’ soffermarsi sul fatto che anche gli spazi interposti fra i fili d’ordito (e fra quelli della trama) siano un elemento importante della creazione tessile: ci stimola un modo rinnovato di guardare a tecniche e oggetti che conosciamo fin troppo o che crediamo di conoscere.

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