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Carlo Dolci e l’iperrealismo dei suoi tessuti

AinolfoUna bella mostra è stata inaugurata a Firenze alla Galleria Palatina: Carlo Dolci Firenze 1616-1687.
Artista molto apprezzato dalla critica a lui contemporanea “per le sue opere eseguite con impeccabile diligenza”, Carlo Dolci era affascinato dai dipinti dei maestri che lo avevano preceduto e da quelli del suo tempo. Spesso il suo lavoro veniva interpretato come semplice imitazione, carente di fantasia personale. Infatti, Filippo Baldinucci, anche se lo considera il pittore fiorentino più importante del Seicento dice che è un pittore unico nel suo genere tra i toscani del tempo nell’esecuzione dei dipinti “preziosi” e “diligenti” nei quali tutto era “imitato in modo si stupendo” (… e vero) che l’occhio ne rimanesse (ingannato).

Questa sua capacità descrittiva e questo suo modo di dipingere che potremmo dire “iperrealista” ha permesso una dettagliata rappresentazione di oggetti, gioielli, tessuti, e indumenti tipici del tempo.
La presenza di Eleonora da Toledo moglie di Cosimo I aveva introdotto la moda delle corti spagnole a Firenze inoltre l’incremento degli scambi tra i vari Stati aveva facilitato l’attenzione per i costumi stranieri.
Questo ampliamento di interessi portò a una diversa interpretazione dell’abito maschile.

Il ritratto di Ainolfo dei Bardi mostra questo nuovo indirizzo. Il giuppone è confezionato con la “manica pendente” cioè una manica ornamentale fissata con dei lacci e lasciata penzolare mentre il braccio è coperto dalle maniche del vestito. Queste, in tessuto operato a spina di pesce, arricchiscono l’abbigliamento insieme all’importante colletto rifinito con preziosi merletti.

Particolarmente bello è il dipinto Salomè con la testa del Battista prestato dalla Royal Collection inglese.
La Salomè è vestita con un abito di seta violaceo broccato in oro. La scollatura è rifinita da un trasparente velo e sotto all’attillato corpetto scendono due gonne una sollevata e ricomposta ai lati, l’altra di raso azzurro che arriva larga ai piedi. Dalle maniche esce un ampio risvolto di raso bianco, il tutto completato con ricami d’oro e pietre preziose e perle.

This photograph is issued to end-user media only. Single use only. Photographs must not be archived or sold on.

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Chissà se le Regine inglesi ammirando il quadro non ne abbiano desiderato l’abito.

Patrizia Casini- Graziella Guidotti

Carlo Dolci Firenze 1616-1687
Sede espositiva
Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze
30 giugno – 15 novembre 2015
Catalogo: Sillabe

Per informazioni
http://www.unannoadarte.it

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