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Graziella Guidotti

Tessuti e motivi decorativi nella prima metà del XV° secolo

Cennino Cennini, Natività della Vergine, fine XIV inizi XV secolo, collocazione Museo Diocesano

Il 18 marzo 2017, dopo quasi venti anni di attenti consolidamenti e ristrutturazioni dell’antico Conservatorio di San Pietro, di approfondite ricerche e meticolosi studi e restauri delle opere d’arte è stato riaperto a Colle di Val d’Elsa, il Museo di San Pietro giustamente appellato Nuovo Museo di San Pietro perché presenta un allestimento completamente rinnovato che tiene conto dei più moderni criteri espositivi.

L’accesso è situato in Via Gracco Del Secco nel cuore della parte alta della cittadina, che per l’armonia urbanistica e dei palazzi è di per sé un affascinante museo. Quindi l’atmosfera d’incanto percepita all’aria aperta continua, varcato il portone, nelle  sale del museo che con la loro luminosa atmosfera e uno stimolante percorso cronologico fanno dimenticare di essere al chiuso. Continua a leggere

La bellezza ferita

“Siena ti apre un cuore più grande” della porta che stai attraversando.
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Queste parole sono incise sulla Porta Camollia che introduce in città da nord, percorrendo la via francigena e sono tuttora attuali: lo dimostrano le tante iniziative e i numerosi eventi che si susseguono con regolarità specialmente nel Centro museale e culturale più importante della città, Santa Maria della Scala.
Verso l’anno mille lungo il tracciato della via francigena venne istituito dai canonaci del Duomo di Siena, e davanti al Duomo, un luogo di assistenza ai malati, di ricovero per i poveri, cura per i bambini bisognosi e soprattutto accoglienza ai pellegrini che numerosi, durante il Medioevo, da lì transitavano per raggiungere Roma.
Le iniziali costruzioni diventarono con il tempo un articolato complesso architettonico che ospitò uno dei più antichi e grandi Ospedali europei mantenendo l’originario nome di Santa Maria della Scala.
Alla fine del XX secolo una parte dell’antica struttura è stata trasformata in Centro museale e culturale con ruolo polivalente aperto a manifestazione molto varie.
In questi mesi il centro è diventato di nuovo un luogo di accoglienza, di ricovero e di studio per la cura non di poveri, di pellegrini o di bambini bisognosi ma di Continua a leggere

Giovanni Dal Ponte (1375-1437/38) Protagonista dell’umanesimo tardo gotico fiorentino

cm 209,5 x 215,7x15,5, inv. 1890 n. 458

Incoronazione della Vergine, Galleria dell’Accademia. Firenze.

La mostra inaugurata alla Galleria dell’Accademia di Firenze il 22-11-2016 (aperta fino al 12-03-2017) documenta il percorso artistico del pittore fiorentino Giovanni dal Ponte (1385-1437) che ha operato nella prima metà del millequattrocento.

Il suo nome Giovanni di Marco si trasforma ben presto in quello di Giovanni dal Ponte a motivo dell’ubicazione della sua abitazione e bottega in piazza Santo Stefano al Ponte così detta perché molto vicina al ponte Vecchio.
Dalle ricerche condotte in occasione della  mostra “ … è possibile avanzare la proposta di riconoscere suo padre in Marco di Giovanni da Venezia, pittore di stoffe, immatricolato all’Arte dei medici e speziali di Firenze nel 1385. Probabilmente Marco era arrivato nella città gigliata attraverso i mercanti di stoffe fiorentini attivi a Venezia, Continua a leggere

Purpurae Vestaes

Presentazione standard di PowerPoint

Aequipondium in piombo da stadera di grosse dimensioni (6Kg) e scena di pesatura di una grossa balla

Nella splendida cornice storico culturale di Padova, il 17 e 18 ottobre all’Orto Botanico dell’Università della città si è tenuta la sesta edizione del simposio internazionale “Purpureae Vestes, tessuti e coloranti nell’economia e società del Mediterraneo“.
Nei giorni successivi, il 19 e 20 ottobre il convegno si è spostato prima a Este e poi ad Altino presso i rispettivi musei archeologici nazionali delle due piccole città.
All’interno del simposio si sono tenute 45 conferenze e sono stati presentati 23 poster. Tutti questi interventi hanno avuto come base lo studio del ruolo che la produzione tessile e dei coloranti hanno avuto nelle attività delle diverse culture antiche dell’area mediterranea.
Il programma ha seguito, quando è stato possibile, la cronologia (dall’età del Bronzo all’alto Medio Evo) e la geografia (dall’est all’ovest e dall’Italia alle province dell’antico Impero Romano) nella speranza di Continua a leggere

Coloranti: un convegno internazionale a Pisa

Slide 1Si è tenuto a Pisa il convegno internazionale Dyes in History and Archaeology (DHA) n. 35 che, come recita il titolo, è il trentacinquesimo incontro per approfondire gli aspetti legati ai coloranti nella storia e nell’archeologia, senza limiti geografici e di materiali.

Il convegno si tiene ogni anno in una nazione diversa, quest’anno grazie all’impegno del gruppo di ricerca di Chimica Analitica per la Conservazione dei Beni Culturali e del Dipartimento di Chimica e di Chimica Industriale dell’Università di Pisa, è stato possibile tenerlo in Italia. Erano presenti scienziati e studiosi provenienti da tredici nazioni europee e inoltre da Azerbaijan, Canada, Giappone, Corea del Sud, Israele, Messico, Nigeria, Perù, Stati Uniti e Turchia.
La presentazione di 25 conferenze e di 34 poster ha messo in risalto il progresso della ricerca per la salvaguardia del patrimonio culturale. Continua a leggere

Valtopina: Mostra del Ricamo e del Tessuto artigianale

mime-attachmentIl primo fine settimana di settembre Valtopina (PG), un piccolo borgo lungo la via consolare Flaminia in riva al fiume Topino a nord/est del monte Subasio, si anima con la presenza di numerosi artigiani, docenti universitari, uomini di cultura, tecnici e specialisti dei più vari settori.
Sono i giorni della “Mostra del ricamo fatto a mano e del tessuto artigianale”.
Associazioni, scuole, antiquari del settore, singoli artigiani, allestiscono i loro stand desiderosi di mostrare ai colleghi e ai visitatori la sapienza operativa, il virtuosismo e il gusto profuso senza risparmio nei loro capolavori.
La mostra di Valtopina si distingue proprio per questa caratteristica: gli artigiani sono interessati a esibire la loro creatività e abilità raffinata più che a produrre manufatti a costi facilmente accessibili.
Ogni oggetto, Continua a leggere

Un’etichetta tessuta abbellisce la bottiglia magnum del vino Carmignano docg

programmaAllo scopo di sviluppare la produzione e proteggere la qualità dei vini considerati di qualità superiore e di gusto eccellente, il 24 settembre del 1716 Il Granduca Cosimo III emana il bando Sopra la Dichiarazione dé confini delle quattro regioni Chianti, Pomino, Carmignano e Val d’Arno di Sopra, zone agricole già al tempo, e chissà da quanti secoli, specializzate nella coltivazione delle viti e nella produzione del migliore vino che si potesse gustare nel Granducato.
Alle illuminate intuizioni di governo di Cosimo III si deve quindi l’istituzione delle prime Denominazioni vinicole al mondo: un provvedimento che ha anticipato di secoli quelli che hanno portato alle AOC francesi, alle DOC italiane e a tutte le altre diffuse in Europa e negli altri continenti.
Artimino, nel centro della zona vitivinicola di Carmignano festeggia i 300 anni del bando di Cosimo III nella maestosa villa medicea la Ferdinanda, detta la villa dai Cento camini, un tempo dimora di caccia del Granduca e oggi, insieme alle altre ville medicee, patrimonio dell’UNESCO per il suo grande valore storico e artistico. Continua a leggere

Benozzo Gozzoli a San Gimignano

Pala di Santa Maria Maddalena 1466

Pala di Santa Maria Maddalena 1466

Senza la sua straordinariamente prolifica attività di pittore l’ambiente di vita e la moda colta e raffinata della Firenze del XV secolo non risulterebbero documentati con altrettanta ricchezza. Anche gli accessori più piccoli risultano curati con attenzione nei più minuti particolari.
È questo il concorde giudizio su Benozzo Gozzoli (1420 1497) uno dei maggiori rappresentanti della seconda generazione del Rinascimento fiorentino. Un pittore che nelle sue opere coniuga la padronanza della prospettiva appresa dal Ghiberti con il quale collaborò alla Porta del Paradiso del Battistero di Firenze, la limpida purezza dell’Angelico del quale fu collaboratore a Firenze e a Roma nella Cappella Niccolina nei Palazzi Vaticani, il ricco decorativismo di Gentile da Fabriano approfondito sui modelli fiamminghi ed iberici e non ultimo il fascino degli arazzi borgognoni dei quali Piero e Giovanni de’ Medici risultano ammirati acquirenti e collezionisti fin dal 1447.

Questi influssi sono evidenti nella Cavalcata dei Magi della Cappella di Palazzo Medici-Riccardi ma persistono Continua a leggere

Matilda di Canossa, 1046-1115, la donna che mutò il corso della storia.

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Matilda di Canossa con Anselmo d’Aosta, arcivescovo di Canterbury. Miniatura da Orationes sive meditationes di Anselmo di Canterbury.

Matilde di Canossa oggi è definita “Protofemminista del Romanico”, “Femminista ante litteram”, “Antesignana del moderno femminismo”.  Anche se sembra strano tutte queste definizioni le si addicono perfettamente perché durante la sua lunga e tumultuosa vita promuove lo studio del Corpus iuris civilis di Giustiniano il quale riconosce alle figlie femmine diritti di proprietà uguali a quelli dei figli maschi: fornisce così alle donne europee e statunitensi un appiglio legale per rivendicare il diritto alla proprietà e alla sua amministrazione, un diritto che ancor oggi è negato in molti Paesi del mondo.

La fama di Matilda inizia nel 1077 quando l’imperatore Enrico IV, come ci ricordano le nozioni scolastiche, fu costretto ad umiliarsi in lunga attesa, inginocchiato e a piedi nudi nella neve Continua a leggere

La seta ri“veste” gli elettrodi impiantati nei nervi del corpo dell’uomo

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Mano robotica. Istituto di BioRobotica, Scuola Superiore Sant’Anna

Seta, un suono che evoca fili delicati e tessuti preziosi, ma la seta non è solo questo.

Basta andare in Palazzo Medici Riccardi a Firenze per averne conferma. Nelle sale al piano terra dello storico palazzo che accoglie tanti capolavori d’arte del passato, si può godere di una mostra inaspettata: “Nexsus. L’incontro tra macchina e umano nell’immaginario, nella tecnica e nella scienza contemporanei”.

Oggetto della mostra è la ricerca per la protesi Life Hand 2, una mano bionica sensibile, cioè una protesi in grado di trasmettere al cervello informazioni molto simili a quelle trasmesse dalla pelle delle dita.

Il collegamento fra mano artificiale e cervello è reso possibile dall’impianto di sottili elettrodi nei nervi del moncone del braccio. Questi elettrodi non possono alloggiare a lungo nel corpo dell’uomo senza provocare pericolose crisi di rigetto. Prima dell’impianto vengono perciò completamente ri”vestiti”, con una gelatina ottenuta facendo sciogliere le fibre di seta con un appropriato procedimento chimico.

La seta, la fibra più vagheggiata e desiderata dall’uomo Continua a leggere